Sul finire degli anni Sessanta, i vertici della società per azioni «Mediterranea – Raffineria Siciliana Petroli» distribuirono un’elegantissima pubblicazione in lingua inglese allo scopo di promuovere l’immagine della grandiosa industria milazzese. La pubblicazione – ormai introvabile e messa gentilmente a disposizione dello scrivente dall’amico Enzo Giuffrè, ex dipendente della Raffineria – oltre a presentare una ricca documentazione fotografica, descrive con dovizia di dettagli gli impianti ed i reparti del vasto complesso industriale di contrada Mangiavacca. Di seguito si riporta la traduzione di una delle pagine introduttive da cui si evince tra l’altro che l’attività del colosso di c.da Mangiavacca fu avviata nel 1961.

La Raffineria Mediterranea

Nascita di una città. La prima nave carica di petrolio greggio che attraccò ai pontili della nuova raffineria fu la King Peleus proveniente da Banias (Siria). Era il 23 agosto 1961. Poco dopo, i primi quantitativi di gasolio, olio combustibile e benzina cominciarono a fluire dagli impianti. Ci vollero appena trenta mesi per trasformare una paludosa area di campagna in uno dei più vasti e funzionali complessi industriali d’Europa; trenta mesi appena per cambiare un desolato angolo di terra in una città animata e singolare, affollata d’impianti, fabbricati, serbatoi e laboratori; trenta mesi appena per convertire una provinciale cittadina in un vigoroso centro industriale, animato da nuove iniziative e da prospettive ancora più allettanti per il futuro. Questi risultati sono stati ottenuti impiegando imponenti risorse finanziarie ed un’immensa quantità di materiali. Per citare qualche esempio, al fine di colmare l’area prima occupata dal mare è stata movimentata una massa di terra di circa mezzo milione di metri cubi; un quantitativo analogo, questa volta di ghiaietto, è stato adoperato per conferire a tale massa di terra una superficie solida e robusta. La costruzione dei fabbricati e degli impianti, avviata nel 1959, ha richiesto sino alla fine dei lavori più di sei milioni di ore lavorative, con una media di 500 operai impiegati per ciascuna giornata lavorativa e con un picco di mille operai al giorno nei periodi di più intenso lavoro. Sono state adoperate ben 70.000 tonnellate di cemento. Si è proceduto alla posa di circa 22.000 metri di tubi di drenaggio, dal diametro oscillante tra gli 8 ed i 40 pollici. Si è proceduto altresì alla posa di ulteriori tubazioni (da 2 a 20 pollici di diametro) per una lunghezza totale di 550.000 metri ed un peso complessivo di kg. 15.876.000. Per la costruzione dei soli serbatoi sono state impiegate ben 41.000 tonnellate di lastre d’acciaio, un quantitativo più che sufficiente per la costruzione di tre transatlantici di linea. La rete stradale – tutta asfaltata – che si sviluppa nelle aree interne della raffineria, è lunga undici chilometri. Due pontili, ciascuno lungo circa 500 metri, si protendono sul mare: la superficie totale delle loro piattaforme equivale a quella del vestibolo della stazione Termini in Roma. Sono questi alcuni degli aspetti più significativi che testimoniano quanto sforzo e zelo siano stati profusi per la costruzione della nuova raffineria, frutto di abilità, buona volontà e spirito d’iniziativa.

 

Oggi la raffineria dispone di quanto segue:

1) impianti di produzione;

2) serbatoi di petrolio greggio;

3) serbatoi di prodotti semilavorati;

4) serbatoi di prodotti finiti;

5) pontili per lo sbarco del petrolio greggio e per il carico dei prodotti finiti;

6) stazione di pompaggio per i prodotti trasportati via mare;

7) stazioni di pompaggio ed impianti di erogazione per trasporto su strada e via ferrovia a mezzo, rispettivamente, di autocisterne e vagoni-serbatoio;

8) sistema d’immagazzinamento gas liquefatti;

9) impianto per la miscelazione ed il riempimento in bombole dei gas liquefatti;

10) centrale termo-elettica e sottostazione di trasformazione;

11) servizi industriali relativi a vapore tecnologico, vapore di scarico, energia elettrica per illuminazione, acqua industriale, aria compressa, antincendio (acqua e schiuma), combustibili per usi interni (gas, nafta e olio combustibile), scarico d’emergenza e sistema di torcia a combustione, trattamento acque di scarico;

12) servizi civili: strade, muri di recinzione, uffici, portineria, infermeria, laboratori chimici, ufficio tecnico, magazzini, depositi prodotti chimici, mensa aziendale ed ufficio agevolazioni socio-finanziarie.

In particolare, le unità del ciclo produttivo in raffineria sono:

impianto topping n° 1: ha una capacità di 2.600.000 tonn/anno (55.000 B/SD). È dotato di sezione recupero gas, sezione di stabilizzazione, oltre a splitter benzine;

impianto topping n° 2: ha una capacità di 5.500.000 tonn/anno (116.000 B/SD). È dotato di sezione recupero gas, sezione di stabilizzazione e di una colonna di frazionamento per gas liquidi;

due impianti di dissalazione: il primo presenta una capacità di 2.600.000 tonn/anno di greggio già trattato dall’impianto topping n° 1; al secondo (capacità di 5.500.000 tonn/anno) è destinato il prodotto trattato dall’impianto topping n° 2;

impianto di reforming catalitico: ha una capacità di 1.200 tonn/giorno (10.000 B/SD); è dotato di sezione recupero gas, sezione di stabilizzazione benzine e unità frazionamento di gas liquido;

impianto di reforming termico: presenta una capacità di 1.200 tonn/giorno. Dotato di sezione recupero gas, sezione stabilizzazione benzine e unità frazionamento gas liquido;

impianto visbreaking: capace di 700 tonn/anno (4.750 B/SD), è provvisto di sezione di stabilizzazione ed unità frazionamento prodotti;

impianti per trattamenti chimici di benzine, kerosene e combustibili per aviogetti (tre sezioni) e di gas di petrolio liquefatti (quattro sezioni);

impianto gasolines ethylation.

MASSIMO TRICAMO

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