Aggredito dopo la partita. E’ quanto accaduto al capitano del Milazzo Saro Bucolo una settimana fa. Diverse ore dopo la fine del match con il Celano, che ha regalato la salvezza matematica ai mamertini, il giocatore rossoblù è stato raggiunto da un gruppo di cinque persone a uno sportello bancomat, che lo hanno picchiato. Bucolo ha dovuto ricorrere alle cure del pronto soccorso. La società ha sporto denuncia contro ignoti, riservandosi di fare nomi nei prossimi giorni. A narrarci e commentare l’accaduto è stato il Direttore Sportivo Fabrizio Ferrigno: “È una cosa a dir poco disgustosa fare una cosa del genere a un calciatore che in due anni è stato uno dei migliori. Si è spaccato il fondoschiena in questo biennio a Milazzo e subire una violenza del genere è stata una cosa veramente disgustosa, per come è stata preparata ed è stata fatta. Si son presentati in guanti da motociclista e con catene, in modo da fargli male. C’erano le telecamere della banca, la polizia ha preso le cassette, spero che Saro li abbia riconosciuti. di sicuro non sono dei veri tifosi per fare dei gesti simili”.

Saro Bucolo

Il diretto interessato non parla, ancora non se la sente: “Ho convocato tutti la scorsa settimana per andare tutti ad Aversa. Lui non è venuto perché ha dolori dappertutto, non riesce a dormire. E’ andato all’ospedale, non so esattamente quanti giorni di prognosi abbia avuto. Per ora preferisce stare lontano e non pensare a questa brutta situazione”. Un episodio riconducibile alle critiche ricevute durante tutta la stagione dalla squadra e, in particolare, da Bucolo: “Non ci sono giustificazioni per questo episodio. Vanno bene le contestazioni civili, quest’anno abbiamo subito tutti critiche, da me al mister ai giocatori, ma non abbiamo risposto perché siamo professionisti. Ma qui si è andati oltre la contestazione, si è arrivati all’agguato”. Per il Direttore Sportivo, però, la vicenda non è finita qui: “La cosa che ha fatto male alla società è che qualche giornalaio, non giornalista, ha dato voce a persone dentro la contestazione, quasi quasi facendo passare l’aggressione per una cosa motivata e giustificata. A noi dispiace, perché abbiamo lavorato sodo in questi due anni: siamo arrivati che non c’era nulla, anzi, c’erano i debiti. Abbiamo pagato tutto, abbiamo mantenuto sempre la categoria e poi vediamo episodi come questi. Questo vuol dire che c’è sempre stata malizia, quasi cattiveria. C’era chi sperava che perdessimo e invece ce l’abbiam sempre fatta”.

SEBASTIAN DONZELLA

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