Il Milazzo è finalmente salvo e il direttore sportivo Fabrizio Ferrigno sbotta, rilasciando dichiarazioni al peperoncino: “Dopo dieci partite avevamo 4 punti e ci siamo salvati. E la gente al posto di ringraziare e applaudire i giocatori li critica. Siamo stati buoni due anni come società, come calciatori, come uomini. Questa piazza non ci merita, si è dimostrata immatura per la Lega Pro. Milazzo non ha mai fatto la Serie A, non era mai stata tra i Professionisti. Solo grazie a noi stanno mantenendo la Seconda Divisione. Basta, non se ne può più”. Ferrigno non capisce il perché la piazza abbia creato problemi, soprattutto in questo campionato: “Abbiam tesserato 26 giocatori. Quando mai Milazzo ha visto insieme 26 giocatori di questo livello. Avevamo promesso la salvezza ed è arrivata.  Dopo cinque giornate ci contestavano e abbiamo detto di farci lavorare in tranquillità che la permanenza in C ci sarebbe stata. Abbiam mantenuto le promesse. Quest’anno do un bel 9 alla squadra, il massimo sarebbe arrivato con i play-off. Ce la siam giocata alla pari con squadre di alta classifica, l’unico rammarico è questo. Però guardando i budget sono contento così”.

a sinistra Ferrigno (ds del Milazzo)

E sulla salvezza? “Io sono l’uomo più felice al mondo. Ho cinque figli: la gioia al fischio finale è stata paragonabile alla nascita di uno di loro. Ci credevo tantissimo, abbiam lavorato sodo. Penso che i valori escono sempre e fortunatamente sono usciti”. Critiche si sono levate, questa stagione, sul gioco spesso latente e poco spettacolare. Il DS è caustico anche su questo: “Lo scorso anno era bellissimo? Si vinceva con un tiro in porta, ci si chiudeva dietro e si conquistavano tre punti a volte immeritatamente. Riguardo al gioco se uno vuole vedere lo spettacolo va al cinema o a Catania o a Palermo; questa è Seconda Divisione. Visto che Milazzo non era mai stato in Lega Pro pensavo ci sarebbero stati 3-4 anni di euforia incredibile, tanta gente allo stadio. Invece non ho visto niente di tutto questo. Anzi, qui invece di applaudire e caricare i giocatori li insultavano. Questo non è calcio: “The football is another thing”, il calcio è un’altra cosa”.

SEBASTIAN DONZELLA

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