Il comune di Milazzo ha avviato l’iter per rivalersi nei confronti dell’ex datore di lavoro di Lorenzo Italiano, già sindaco della città, per un totale di 19 mila 800 euro, frutto di interessi e more nei confronti dell’Inps. La ditta si chiama Corrieri srl ed ha la sede legale a Vulcano. A rivelarlo è una lettera a firma di Maria Rosaria Rizzotto, funzionario direttivo del comune, in risposta ad una interrogazione del consigliere comunale di Sel, Antonio Isgrò. Una risposta che farà molto discutere. Lorenzo Italiano è stato assunto (a quanto pare con incarico dirigenziale) il 20 maggio 2005, il giorno dopo l’insediamento al comune di Milazzo e si sarebbe dimesso il 16 giugno 2010, dopo la sconfitta elettorale ad opera di Carmelo Pino. Per il periodo  maggio 2005 – giugno 2010 Italiano sarebbe stato sempre in aspettativa non presentandosi al posto di lavoro per motivi elettorali. Nei cinque anni di mandato a dover pagare i contributi è stato il comune di Milazzo.

Lorenzo Italiano

La rivalsa nei confronti della Corrieri srl per un totale di 19800 euro nasce dal fatto che queste sono more ed interessi per il pagamento di contributi previdenziali all’Inps. Il motivo lo spiega la dottoressa Mariarosaria Rizzotto in una lettera interna indirizzata dal dirigente Michele Bucolo: «Agli atti di questo ufficio – scrive – si rileva una nota, priva di data e presentata all’Inps – Ufficio iscrizioni di Messina a firma del sig. Lorenzo Italiano, avente per oggetto la richiesta dell’apertura della matricola Inps per cariche elettorali, dalla quale risulta che lo stesso, è stato assunto il 20 maggio 2005 dalla ditta Corrieri Srl e posto dalla stessa ditta, a seguito istanza presentata dall’interessato in data 30 maggio 2005, in aspettativa non retribuita, a partire dal 6 giugno 2005, nonché copia di ricevuto protocollo Inps dell’8 aprile 2009, avente per oggetto “domanda di iscrizione”». Dunque si presme che la comunicazione, sia all’Inps che al comune, sia giunta quattro anni dopo l’assunzione. Il comune di Milazzo ha versato le somme comprensive di interessi e more con determina dirigenziale n. 16 del 25 maggio 2010 (a pochi giorni dal voto) per il periodo giugno – dicembrte 2005, nonché per gli anni dal 2006 al 2009.

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