Che fatica onorare i propri defunti a Milazzo. In questi giorni molte famiglie sono alla prese con il rinnovo delle lampade votive per i propri cari sepolti al cimitero cittadino. Per molti sta diventando un tour de force, come hanno denunciato in aula consiliare Salvatore Italiano e Giovanni Di Bella. Quest’anno il comune ha stabilito che il pagamento del canone di 20,17 euro a lampada non dovrà essere pagato negli uffici comunali ma alla Posta (entro il 10 aprile). Solo successivamente copia della ricevuta dovrà essere esibita all’ufficio Patrimonio che non si trova nel centralissimo palazzo dell’Aquila ma in via Cappuccini (nei giorni di lunedì, mercoledì e venerdì dalle 10 alle 13), proprio accanto al cimitero. «Una situazione che sta creando non pochi problemi specialmente ai più anziani – ha detto in aula Salvatore Italiano –molti hanno problemi di deambulazione e raggiungere la salita dei Cappuccini è complicato. Poi gli uffici sono di difficile accesso e tanti hanno dovuto chiedere aiuto al personale per salire la rampa di scale esterna”.

cimitero di milazzo

 

Ad intervenire anche il collega Giovanni Di Bella. «Le modalità di pagamento stabilite dall’ente gravano ulteriormente sulle tasche dei cittadini – sottolinea Di Bella – infatti prima si poteva pagare direttamente al Comune in un’unica soluzione per i vari defunti, oggi si deve effettuare un singolo pagamento per ogni lampada, con una spesa di 1,10 euro a bollettino. Io l’ho definita una “tassa sul caro estinto”.

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