I sub del diving Aquatica di Milazzo trovano il relitto di un piroscafo lungo 50 metri utilizzato negli anni 70 per il contrabbando di sigarette. La scoperta avvenuta nelle acque di Pace del Mela, grazie alla collaborazione dell maresciallo Antonacci e del personale dell’unità navale Alfa 64 della Capitaneria di Porto mamertina. Aquatica ha effettuato un’immersione nel tratto di mare prospiciente la Contrada S. Biagio, in prossimità dello sbocco a mare del torrente “Mutu”, ove da tempo era stato individuato un piccolo relitto, in ferro, affondato in pochi metri d’acqua. Nonostante il relitto sia segnalato sulla carta nautica nr 13 edita dall’Istituto Idrografico della Marina Militare e conosciuto ai pescatori sportivi della zona per la presenza sul posto di grossi cefali, spigole, saraghi, non esistono informazioni ufficiali sul nome dell’imbarcazione, le caratteristiche dello scafo ed i motivi dell’affondamento.

Il relitto

 

“Grazie alle informazioni acquisite presso pescatori del posto ed alcuni anziani abitanti della zona – spiega Gianni Milone, presidente del diving –  si è potuto appurare che si tratta di un piccolo piroscafo usato per il trasporto di pozzolana (un particolare tipo di ghiaia di origine vulcanica utilizzata in edilizia) dalle coste campane sino al porto di Milazzo, dove veniva sbarcata e successivamente lavorata presso gli insediamenti industriali di Villafranca. Dalle notizie acquisite è emerso che l’imbarcazione era dedita frequentemente al contrabbando di sigarette ed alcol, opportunamente occultati nella stiva. Durante uno dei viaggi, presumibilmente nell’Aprile del 1972, il piroscafo fu intercettato da personale militare delle Forze dell’Ordine, le quali a seguito di un inseguimento costringevano l’equipaggio ad eseguire una manovra azzardata, costringendo la nave ad arenarsi nel tratto di costa sabbiosa antistante il torrente “Mutu”. Sempre da informazioni assunte da persone del luogo veniva altresì appreso che l’equipaggio abbandonò in tutta fretta la nave ed il suo carico, appiccando un incendio, e facendo perdere le tracce”. L’interno del relitto, nella parte visibile non insabbiata, è vuoto, completamente scevro da strutture meccaniche o altro. Tutto il relitto è visitabile da prua a poppa attraverso dei piccoli passaggi interni, mentre è presumibile che la parte dell’opera viva della nave, insabbiata, abbia un’altezza di circa 1,50 mt. Sul ponte di prua ed ancora in buone condizioni sono ben visibili alcuni verricelli idraulici ed altre strutture utilizzate con molta probabilità per movimentare i carichi a bordo, nonché alcuni oblò e bitte per l’ormeggio. Dai rilievi subacquei effettuati è risultato che il relitto sarebbe lungo 49 metri  «Considerato che il relitto si trova a poche decine di metri dalla costa e su basso fondale – scrive Milone –  potrebbe essere ipotizzata una sua rimozione ed il successivo riposizionamento in altra località della costa di levante del Promontorio di Capo Milazzo, ove il fondale ben si presterebbe a tale operazione allo scopo di favorire attività di ripopolamento ittico”. Nei prossimi giorni verranno effettuate ulteriori indagini mirate a stabilire la consistenza della struttura e se sarà possibile operare una sua rimozione dal luogo in cui si trova. “L’intervento -conclude il presidente di Aquatica – qualora fosse possibile realizzarlo, assumerebbe infatti una valenza ecologica in termini di protezione dell’ambiente perché rivestirebbe la funzione di barriera artificiale sommersa, da ostacolo alla pratica della pesca a strascico sottocosta ed allo stesso tempo funzionerebbe da richiamo per la fauna ittica e per altri organismi marini grazie alla capacità di offrire nuovo substrato e rifugio.  In ultimo, creerebbe nuovi ambienti da visitare per i tanti appassionati della subacquea ricreativa lungo le coste del promontorio di Capo Milazzo. Inoltre, potrebbe fungere da volano per l’incremento delle presenze turistiche nel territorio”.

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