Settanta milioni di euro di perdita. E’ questa la somma che Eni e Q8, azionisti della Raffineria di Milazzo scpa che detengono entrambi il 50% delle quote, hanno perso nel corso dell’esercizio 2011. A svelarlo il settimanale Centonove da oggi in edicola che dedica un ampio servizio. Una notizia che arriva a ridosso della richiesta da parte del consiglio comunale che chiede alle aziende petrolifere proprietarie degli stabilimenti mamertini la concessione di una card che consenta ai residenti uno sconto alla pompa come contropartita del disagio ambientale.

 

Una crisi che non riguarda solo l’impianto di contrada Mangiavacca. Si tratta di una sofferenza che coinvolge l’intero sistema della raffinazione europeo. Ufficialmente i conti della Raffineria di Milazzo sono in pareggio (circa 500 milioni il giro di affari). Gli impianti raffinano per conto terzi – in questo caso gli azionisti – il greggio che gli viene inviato. Il lavorato proveniente dalla struttura siciliana, però, immesso nel mercato, non ha dato i frutti sperati.

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