Offesa ancora una volta l’identità storica di Milazzo. A lasciarci le penne questa volta, nell’ennesimo crollo annunciato che a poco a poco sta devastando il nostro patrimonio architettonico, è la porzione superiore dello storico Palazzo del Governatore, innalzato nel 1612 da Francesco Baeli e ricostruito nelle forme attuali dal patriota milazzese Giuseppe D’Amico Rodriquez subito dopo il terremoto del 28 gennaio 1831 che ne aveva minato gravemente la stabilità. Eppure la precedente amministrazione comunale – ma solo per fare un po’ di propaganda in vista dell’imminente campagna elettorale – aveva annunciato nel luglio 2009 la volontà di procedere al restauro della storica residenza dei governatori.

palazzo dei Vicere

 

Il clima da campagna elettorale emergeva inequivocabilmente dalla circostanza che, in seguito alla stipula del comodato con l’Istituto Regina Margherita, proprietario dell’immobile, aveva inserito il restauro nel programma triennale delle opere pubbliche con un progetto preliminare ma con il solito improbabile finanziamento comunitario. Sono numerosi i beni culturali cittadini a rischio crolli. Come ad esempio la cinta bastionata quattrocentesca del nostro Castello (cosiddetta cinta aragonese), da quasi un secolo – l’abbiamo ricordato proprio qualche giorno fa – ignorata da qualsivoglia intervento di manutenzione, nonostante la recente richiesta di cospicui finanziamenti destinati al completamento dei lavori all’interno del Castello, finanziamenti ahimè distratti a favore della costruzione di un nuovo teatro all’aperto, in cui, come insegna la recente esperienza del Trifiletti, non avremo il piacere di assistere ad un solo spettacolo. Quel che non si comprende è che continuando a distrarre fondi preziosi al restauro di beni culturali in avanzato stato di degrado (per la costruzione del nuovo teatro al Castello è stato persino sacrificato il finanziamento precedentemente richiesto per l’ala diroccata del Quartiere Spagnolo) si va inevitabilmente incontro a nuovi crolli, come quello odierno del Palazzo del Governatore.

MASSIMO TRICAMO

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