Si chiama ToxicItaly. E’ il nuovo libro del milazzese Antonio Pergolizzi, 38 anni, specializzato in giornalismo d’inchiesta. Pergolizzi prende di mira il business dei rifiuti e tutto quelolo che ruota attorno. «L’idea di fondo di questo libro è quella di dare una visione quanto più esaustiva possibile del fenomeno criminale legato al ciclo dei rifiuti – spiega – Che significa anche leggere la storia del capitalismo italiano e mondiale attraverso la “lente” dei rifiuti. Questi, dunque, come paradigma per rappresentare, da un altro punto di osservazione, la società e l’economia di ieri e di oggi. Non ci sono opinioni, ma fatti e numeri legati da un ragionamento sistemico».

 

L’obiettivo di Pergolizzi è quello di mettere un punto, dopo anni di lavoro sul campo, spiegando con dati ufficiali e storie giudiziarie le ragioni, i metodi, i pericoli, le facce, le responsabilità del peggiore dei crimini ambientali. «Fino ad oggi – continua – sono state raccontate singole storie, mai è stato tentato un ragionamento complessivo sul fenomeno. Eppure un filo conduttore che lega tutte le vicende di avvelenamenti a causa di pattume tossico c’è e va raccontato. Io ci ho provato, e spero esserci riuscito. I “mercanti di rifiuti” di oggi, in Italia come all’estero, sono solo una costola del capitalismo. Meglio, ne sono stati la premessa. Sono il tratto tipico dell’economia criminale, sono delinquenti ma anche imprenditori spavaldi e pronti a tutto, conoscono le leggi e le sanno violare, frequentano i salotti della politica con i suoi ammiccamenti, conoscono i paesi e le loro strade, chi comanda e chi soggiace, le discariche da usare e riusare, le campagne da violentare, i fiumi e torrenti e cave e semplici terreni da avvelenare e maledire. Hanno come paravento aziende e inestricabili intrecci societari. Come moderni carovanieri riempiono camion e camion, attraversando in lungo e largo il Paese, ma le loro merci sono i veleni che nessuno vuole, soprattutto chi li produce, e fanno innamorare solo chi li muove. Come i trafficanti di droga seminano morte, ma non fanno notizia, non creano allarme sociale» conclude. Antonio Pergolizzi è laureato in Scienze politiche, indirizzo politico-internazionale e specializzato all’Università di Bologna (master in Relazioni internazionali) in criminalità internazionale. Nel 2003 curò per l’associazione “Libera” i documenti sulla criminalità internazionale che saranno presentati al Social forum di Parigi. In quell’occasione incontro Enrico Fontana, responsabile dell’Osservatorio ambiente e legalità di Legambiente e vicepresidente di Libera, colui che per primo si è occupato di criminalità ambientale e ha coniato il termine “ecomafia”. Da quell’incontro nasce una collaborazione che dura fino ad oggi.

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