Un vincolo etnoantropologico della Soprintendenza per “salvare” il borgo dei pescatori di Vaccarella ”dall’invadenza” dei porticcioli turistici. E’ quanto chiede lo storico Massimo Tricamo in una lettera inviata alla Soprintendenza di Messina dopo la notizia della realizzazione di un nuovo porticciolo turistico nello specchio antistante (2575 mq). Il comune, infatti, ha perso di fronte al Tar di Catania il ricorso che intendeva impedire alla ditta Kabiria di posizionare i pontili galleggianti. Tricamo non intende sminuire l’importanza di queste strutture ma sottolinea che «sono stati già impiantati tre porticcioli turistici…dotando senza alcun dubbio di notevoli servizi il comparto della locale nautica da diporto e contribuendo non poco a rafforzare l’immagine turistica alla Città di Milazzo, sottraendo però, spazio vitale alla millenaria laboriosità dei pescatori milazzesi, anima e cuore pulsante di questo borgo marinaro…un patrimonio etnoantropologico di straordinaria importanza nel contesto urbano».

Massimo Tricamo

Lo storico scrive nella lettera che «nel breve tratto di spiaggia rimasto a disposizione dei pescatori di Vaccarella dopo l’istituzione dei suddetti pontili galleggianti è possibile assistere, giorno dopo giorno, a gesti antichi ed affascinanti (pescatori intenti a preparare “conzi”, a cucire “battùgghi”, a «‘mbasàre lacciàre», etc.) intimamente legati alla storia ed all’identità del luogo, gesti cui non mancano di soffermarsi cittadini e turisti….dove, proprio nella porzione di mare interessata dalla concessione della ditta Kabiria, è possibile assistere altresì al calo della lacciara nell’ultima “posta” (specchio d’acqua in cui si cala la rete, ndr) sopravvissuta a Vaccarella dopo l’avvento dei moderni pontili galleggianti. Con la concessione alla ditta Kabiria scomparirebbe l’ultima “posta” di Vaccarella, nel cui mare pertanto non si potrà più pescare un solo pesce con la lacciara». Alla Soprintendenza viene anche sottolineato «che il tratto di spiaggia sottratto ai pescatori è teatro quotidiano di quei gesti antichi (il lavoro dei pescatori) che bene si raccorderebbero all’istituendo “Museo del Mare e delle Attività Marinare”, che il Comune di Milazzo sta allestendo nel fabbricato in stile neogotico denominato “Ex Asilo Calcagno” e posto proprio dirimpetto alle porzioni di spiaggia e di mare concesse alla Kabiria». Tricamo, conclude, chiedendo «di apporre il vincolo etnoantropologico sul borgo marinaro di Vaccarella al fine di salvare quanto rimane della sua millenaria tradizione, che merita di essere salvaguardata e non smembrata ulteriormente con l’istituzione di nuovi pontili galleggianti» e di «riesaminare la concessione demaniale».

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