Apparentemente è un tranquillo insegnante di Zagarolo, in realtà dentro di se ribolle di note musicale. Le stesse che gli esplodono ogni qualvolta sale su un palco e comincia a dirigere i suoi orchestrali. Il milazzese Massimo Italiano, 39 anni, dal 2003 nella capitale romana per motivi di lavoro, sta cominciando a farsi strada nel mondo della lirica. E’ un giovane direttore di orchestra tra i più apprezzati per la sua serietà e preparazione. Ha diretto il “Don Giovanni” al Teatro Quirino di Roma, uno dei più importanti, la Traviata al teatro di Abano e, ben quattro volte, “La serva patrona” di Pergolesi al Teatro D’Annunzio di Latina. Spettacoli autoprodotti, in attesa che qualcuno cominci a scommettere su di lui.

A destra Massimo Italiano

A gennaio, per la prima volta, porterà in scena nella sua Milazzo, dove ha frequentato il Tecnico Industriale “Leonardo Da Vinci”, la Traviata (teatro Trifiletti 6/7 gennaio). Nel cast Margherita Pace, Luigi Petroni, Carlo Morini e Alessandro Calamai che ha cantato anche alla Scala di Milano. «La lirica è un settore che coinvolge poca gente – ammette il maestro Italiano che dirige dal 2008 anche la corale di MontePorzio Catone – risente in maniera notevole la crisi economica che attanaglia l’Italia. L’unica cosa positiva è che i cantanti più importanti che prima si esibivano esclusivamente nei teatri più blasonati, oggi accettano anche le piccole produzioni. Il Don Giovanni che ho diretto al Teatro Quirino è una produzione familiare, mia madre è titolare di una farmacia ad Albano ed investe su di me». La passione per la musica di Massimo Italiano nasce grazie al cugino. A dieci anni si iscrisse a scuola di chitarra e lui lo seguì, anche se poi scelse il pianoforte. Da lì un crescendo: prima il Conservatorio di Messina, poi quello de L’Aquila, infine Frosinone fino al 2007. «In Sicilia i talenti musicali non trovano spazio. Chi vuole fare carriera deve per forza andare via. E questo spesso fa male in particolare allo spirito. Non c’è posto più bello della nostra città, anche se chi ci vive non sempre lo ricorda. Nelle produzioni dei teatri di Catania e Palermo direttori e musicisti arrivano quasi tutti da fuori». Al maestro milazzese, che nel curriculum ha anche la direzione di Giorgio Gatti, nell’ambiente molto famoso perché cantato La Traviata con Placido Domingo, e un Rigoletto che la Rai ha trasmesso in diretta Tv, piacerebbe organizzare un corso di direzione artistica al Trifiletti, ma il Comune non ha fondi. Anche se lui un piccolo mea culpa lo fa: Un bravo direttore di orchestra deve avere la partitura in testa e non nello spartito, ma non basta. Ormai deve sapersi muovere anche a livello mediatico, costruendosi un’immagine. Cosa in cui, anche per una questione caratteriale, pecco» conclude Massimo Italiano.

 

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