“Buongiorno, si ricorda di me? Io vivo nel Bronx di Milazzo”. Mentre parlavo con un funzionario dell’Iacp, nella sede di Messina, la signora si avvicina per salutarmi. Ci siamo visti qualche giorno prima al comune dove fa la contrattista. Vive nelle case popolari di Fiumarella, il Bronx, lo definisce.

«Ho appuntamento assieme ad una mia vicina di casa con il commissario Laface – si giustifica – speriamo in un suo intervento, da giorni non abbiamo acqua e la situazione è diventata grave». In sostanza l’autoclave della palazzina in cui vive la signora è collegata alla rete elettrica del complesso che ospita 152 alloggi. Se non si riesce a pagare la bolletta dell’Enel, cosa che avviene sistematicamente, la corrente viene tagliata e l’autoclave si blocca. La situazione è ancora pià grave: nonostante la quota condominiale mensile sia di 4 euro al mese, molti non la versano, e gestire anche piccoli pagamenti diventa impossibile. «E il capo condominio che cosa dice?» replico ingenuamente. «Non esiste un capo condominio, i volontari del gruppo di gestione si è dimesso» è la replica. La prima e ultima volta che ho messo piede all’interno delle case popolari di Fiumarella è stata una decina di anni fa quando ho scritto un servizio per il settimanale Centonove. L’ambiente era degradato, ma si respirava un atmosfera “ruspante”. Era popolato da tante brave persone, gente umile ma con tanta dignità. Qualche personaggio bordeline, conosciuto dalle parti di Vaccarella come “Bissecca”, aree condominiali con gli ortaggi coltivati, ma nulla più. Oggi mi dicono che ci sono decine di abusivi, per lo più extracomunitari con cui non è consigliabile discutere. Molti si sono chiusi spazi condominiali diventandone di fatto proprietari. E per le brave persone non è rimasto che dire: «Buongiorno, si ricorda di me? Io vivo nel Bronx di Milazzo». (GIANFRANCO CUSUMANO)

 

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