I comuni di Torregrotta, San Pier Niceto, Monforte, Valdina, Venetico e Spadafora hanno chiesto alla Capitaneria di porto  l’interdizione all’ancoraggio delle petroliere di fronte alle rispettive coste. Una iniziativa avviata dall’amministrazione di Torregrotta e sposata nelle ultime ore dagli altri centri limitrofi. La presenza di petroliere di fronte alla spiaggia balneabile, spesso impegnate in operazioni tecniche ritenute – comunque – lecite dalla Capitaneria di Porto di Milazzo, ha creato non pochi timori e danni di immagine principalmente ai lidi che operano sul territorio.

La questione è stata sposata da subito dal Meetup Torregrotta in Movimento e dal Meetup Nauloco che si sono più volte confrontate con la Capitaneria. La settimana scorsa la senatrice pentastellata Barbara Floridia ha incontrato anche il comandante Francesco Terranova per sensibilizzarlo sull’argomento e individuare altri punti di ormeggio delle petroliere in modo che la loro presenza sia meno invasiva.

«Una richiesta giusta – dicono al Meetup Torregrotta in Movimento –  affinchè il costo dell’impatto sociale delle industrie non ricada su commercianti, operatori turistici, bagnanti e semplici cittadini. Un immenso grazie va alla nostra portavoce al Senato Barbara Floridia che sta rappresentando le nostre istanze presso tutte le sedi istituzionali. Ringraziamo per la disponibilità tutta la Capitaneria di Porto ed in particolare il comandante Terranova ed il comandante Arena, ai quali adesso chiediamo un ultimo sforzo per il bene della collettività».

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Davide
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Davide

Vedo l’immagine associata a questa notizia, e penso: ma anche lato ponente la raffineria di Milazzo deve rompere il ca**o? Non basta sorbire l’eco-mostro che fa da sfondo alla bellissima passeggiata di levante (la marina Garibaldi), anche dall’altra parte della “penisoletta” quelli della RAM ci deliziano con le loro amene “flotte”. Ma andatevene a cagare altrove! Altro che lavoro e sviluppo!

Davide
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Davide

Rettifico: sembrerebbe non si tratti della zona di ponente, sarebbe altresì illogico… In ogni caso, prendetela come una provocazione…

Davide
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Davide

Beh, non mancano i sostenitori della raffineria! In effetti, da quando è stata realizzato tutto l’indotto, Milazzo ha visto un periodo florido e di grande sviluppo! Fioccano le raccomandazioni per un posto di lavoro là dentro; i più fortunati non potrebbero chiedere di meglio, ed è normale sostenere chi ti offre un buon salario, a discapito anche della propria salute e di quella di altri cittadini

Paolo
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Paolo

Quando si hanno gli attributi per dire le cose. Bravissimi

pippo
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pippo

Stiamo parlando di comuni a vocazione turistica dove, a causa del mancato trattamento delle acque reflue, permane il divieto assoluto di balneazione su tutta la costa. Provate ad occuparvi dei problemi che riguardano le vostre comunità. Forse non potendovi costituire parte civile nel prossimo processo…
in quanto comuni in area SIN…

Ospite
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Si ancorano in quei siti per una questione di costi. Ancorando ad oltre 3 miglia, evitano i costi di ancoraggio (obbligato entro le 3 miglia, i costi di pratica di arrivo e partenza e i costi di ritiro rifiuti). Queste navi dichiarano di essere in attesa di ordini da parte degli Armatori e/o Noleggiatori per una diversa destinazione, visto che da quei punti possono dirigersi sia a Nord che a Sud.

pippo
Ospite
pippo

Questi politici che vogliono completare la distruzione di una economia moribonda in provincia di Messina,farebbero bene a pensare come trattenere l’emorragia di giovani che partono per cercare un posto di lavoro all’estero.I loro paesi si stanno svuotando e non hanno progetti di sviluppo.Chiedete ai vostri ragazzi se preferiscono un posto di lavoro in raffineria o non vedere navi all’orizzonte.

Davide
Ospite
Davide

Ma io tutti questi posti di lavoro non li vedo! I giovani scappano via, che vi piaccia o no! Vogliono fare altro, vanno a Milano, in Spagna, a Malta, a Londra…Ma davvero crediate che la massima aspirazione per un giovane sia quella di lavorare dentro una cisterna o intossicarsi a vita? Ma vi siete bevuti il cervello con questa raffineria? Avete mai pensato che ci potrebbe essere dell’altro?

Antonio
Ospite
Antonio

Quello che dice Lei che lavorare in una cisterna non è bello è vero, ma per andare a lavorare all’estero ci vogliono minimo 10000 euro in tasca, che ovviamente non tutte le famiglie hanno cash, saluti

Davide
Ospite
Davide

Certamente, non hanno 10000 euro cash, capisco, tanti sono indigenti, magari avranno l’audi o la golf gt posteggiata fuori… macchine non proprio alla portata di tutti, anche solo per mantenerle… Mi faccia sapere, cortesemente, quanti milazzesi lavorano alla raffineria, vediamo il rapporto abitanti/lavoratori…