L’Associazione Italiana Cultura Classica “Manara Valgimigli” è stata ancora protagonista nella rassegna estiva il “Giardino Letterario” grazie ad un gioiello della letteratura classico moderna: il romanzo di Pietro Zullino nella sua prima edizione: “Properzio, Cinzia con i suoi occhi”. Per l’Aicc questo è stato l’ultimo evento presentato a Villa Vaccarino, con la collaborazione della Mondadori Bookstore di Angelica Furnari.

Il romanzo storico, classico e contemporaneo fu l’ultimo di Pietro Zullino, autore di alta dirittura morale, giornalista e scrittore che mai si piegò al compromesso; “se mai gli spezzarono la schiena”, dice di lui la professoressa Olga Cirillo, curatrice dell’edizione presentata da lei stessa e da Massimo Raffa, Presidente dell’AICC di Milazzo, il 22 agosto nella sua prima mondiale. Il romanzo fu a suo tempo snobbato dagli editori per una certa diffidenza verso l’autore, giornalista un po scomodo che amava indagare per amore della verità. Pietro Zullino stampando allora a sue spese un piccolo numero di copie, ne donò ad alcune biblioteche, ariprova della loro funzione di custodia e di divulgazione del sapere e una di queste copie è stata usata dalla curatrice, per recuperare l’attuale edizione.

La professoressa Cirillo, appassionata di letteratura latina, docente di Latino e Greco e giornalista presso “L’Italo Americano”, periodico statunitense, redattrice della rivista “Vichiana”, scopre l’esistenza del Romanzo, anche grazie al giornalista Fabrizio Falconi, amico dell’autore, blogger e scrittore, che ne aveva pubblicato una recensione. Olga Cirillo coglie la preziosità del testo e lo ripropone alla casa Editrice Dante Alighieri per la quale dirige e inaugura la nuova collana Romanzi Storici, e il Properzio di Pietro Zullino vede la luce; in America il libro è stato pubblicato per estratti dalla rivista letteraria TRIQUARTERLY dell’Univ.di Chicago, tradotto in inglese. Il romanzo ha il pregio e il privilegio di essere un testo rivelatore di un passato che rivive nel presente, un passato costellato di intrecci tra letterati e uomini di potere durante l’età di Augusto, periodo in cui il giovane scrittore Sesto Properzio, ribelle e innamorato si scontra con le trame del regime, mentre aspira alla “gloria” condizionato e al tempo stesso stimolato dal suo amore verso Cinzia. Il libro fruisce di una struttura giornalistica e finemente letteraria, grazie ad un linguaggio schietto e ad un’analisi dei fatti profonda, tanto da rivelarsi attuale e simile alle problematiche contemporanee.

Il professor Massimo Raffa, attraverso l’esame di alcuni passi del testo e del linguaggio elegante, ma crudo, mette in luce il messaggio altamente etico del romanzo di Pietro Zullino, dal quale emergono l’indagine incalzante delle cause che generano la corruzione e l’importanza della letteratura classica… allora come ora. L’autore si veste di una grandezza magica e misteriosa poichè Properzio sembra essersi reincarnato in Pietro Zullino e con il vissuto di un tempo lontano denuncia i drammi di quello presente in un messaggio universale. La professoressa Cirillo, attraverso una analisi appassionata dei motivi storici del capolavoro autobiografico, presentato come scritto dallo stesso Properzio, mette in luce la personalità dell’autore e la genialità nell’aver rivelato scandali di politici, storie di sesso e di scrittori conosciuti come cardini della letteratura, Virgilio, Orazio… visti e presentati con la lente del “quotidiano”, nei loro limiti umani, piegati ai compromessi del periodo augusteo.

 

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