Dopo il grande successo ottenuto alla XXIII edizione del “Bandalarga Puglia Festival” di Conversano la Banda “Pietro Mascagni” è rientrata a Milazzo ed è già pronta a lavorare a nuove inziativae. Prossimo appuntamento il raduno bandistico a Castroreale in programma l’11 agosto.  «Quella di Conversano – dice il maestro Giuseppe Maio, perno della compagine mamertina, è stata un’esperienza unica, in un posto che non conoscevamo affatto, con un pubblico fantastico e caloroso. Eccezionale l’accoglienza, gli applausi, l’estremo rispetto nei nostri confronti ed in quelli della musica bandistica. E’ stato emozionante dirigere in Puglia a distanza di molti anni dall’ultima banda siciliana. La maniera pugliese di concepire la banda è molto diversa dalla nostra. La gente ha pagato il biglietto per accaparrarsi le sedie sul sagrato della Basilica Cattedrale per l’intero periodo del Festival e gli amministratori locali ed i cittadini considerano le bande alla stregua di una vera e propria orchestra. Quasi non esistono i cantanti e durante le feste si da ampio risalto alla banda musicale. Ogni anno, a novembre, i comitati fanno un’asta in stile calciomercato per garantirsi i servizi di gruppi bandistici e solisti durante la stagione. Vi è un rispetto incredibile e far parte di una banda è vissuto come un lavoro a tutti gli effetti. Tutto questo in Sicilia, purtroppo non avviene». «Abbiamo potuto osservare – dice il maestro – un nuovo modo di suonare. Loro, in Puglia ricercano la musica classica e, maggiormente, la marcia sinfonica. Suonano in cassa armonica e necessitano di più potenza. Il nostro stile è più delicato e curato, con delle musiche originali per banda. Ma ci sono anche dei punti di contatto e siamo stati molto apprezzati ed applauditi, durante le esecuzioni”. E adesso si pensa al futuro. «Ho la fortuna di dirigere un gruppo di persone meravigliose – conclude – che sono le prime  a spronarmi e a darmi carica e sostegno.  L’11 agosto parteciperemo ad un raduno bandistico a Castroreale e cercheremo di tradurre in note la nostra pazzesca energia».       

          

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