Maria Rita Ielasi

BARCELLONA POZZO DI GOTTO. «Un incontro che ha rivestito una valenza sociale e non solo ai fini calcistici. La prossima volta spero solo di ottenere una maggiore presenza da parte delle società del territorio». Maria Rita Ielasi, vulcanico presidente della sede messinese della “Cammino” e organizzatrice dell’incontro, ci mette poco a sintetizzare il senso del convegno “Il minore ed il gioco del calcio: tutela, etica, responsabilità ed inclusione” svoltosi nei giorni scorsi a Barcellona. Un dibattito che ha evidenziato come quella dei minori sia una generazione fragile. Che nella crescita e nello sviluppo ha bisogno di essere supportata e tutelata nel giusto modo. Dagli insegnanti, dagli allenatori e soprattutto dai genitori. Loro più di tutti sono stati al centro del dibattito. Il primo a citarli è stato proprio Danilo Gelsomino, presidente Asd Academy Barcellona che, insieme alla “Cammino – Camera Nazionale Avvocati per la persona, le relazioni familiari e i minorenni”, ha promosso l’incontro. «La nostra – ha detto – è una società nuova che punta non solo all’aspetto agonistico ma anche a quello sociale mettendo in atto una nuova strategia di avvicinamento dei genitori alle attività dei ragazzi». Una puntualizzazione che ha aperto un dibattito toccato da tutti i professionisti presenti nella Sala Conferenze Vecchia Stazione. Primo fra tutti Aldo Violato, coordinatore Figc Sicilia che sul discorso genitori si è soffermato in modo particolare. Su loro, la loro importanza e il loro ruolo. Ma non ha neanche dimenticato di toccare un altro argomento altrettanto delicato, l’integrazione dei minori stranieri. Sempre più presenti nel nostro territorio e nelle squadre di calcio. «La Federazione – aggiunge – ha avviato dei corsi per formare in maniera qualificata il personale che si occupa dei ragazzi. Soprattutto per quello che riguarda le iniziative a livello integrativo tra i minori stranieri e quelli italiani».

Marco Italiano

Di genitori ha parlato anche Marco Italiano, psicologo dello sport. «E’ vero – ha detto – i ragazzi vanno sostenuti in maniera corretta dagli adulti ma spesso a sbagliare sono proprio i genitori. Capita che danno vita ad aspettative fin troppo alte e nel momento in cui non vengono raggiunte cercano di evitare la delusione della sconfitta ai propri figli magari non portandoli più agli allenamenti. Una scelta che fa un doppio danno». Lo psicologo dello sport poco presente nelle nostre società sportive riveste un ruolo fondamentale. «E’ una figura – interviene Marco Italiano – che va coinvolta addirittura a livello scolastico». Di genitori e calcio giovanile ha parlato anche Ignazio Costa, osservatore A.C. Milan Regione Sicilia. Un intervento che ha messo in evidenza, come per le società sia importante dialogare con le famiglie. Ma ognuno nel pieno rispetto dei ruoli «Non è educativo – ha precisato – vedere genitori che insultano gli arbitri, che urlano ai figli in campo dando suggerimenti, che contestano gli allenatori». Anche questo per i ragazzi è un male.

Maria Palella

Insomma l’incontro è stato l’occasione per esaminare in maniera dettagliata tutto ciò che orbita intorno al mondo dei minori. Senza trascurare neanche l’aspetto penale. Particolarmente incisivo è stato l’intervento di Maria Palella, direttore Ussm- Cpa Messina Dipartimento Giustizia Minorile, che precisato come sia importante dare l’opportunità di impegnarsi nello sport anche a tutti i ragazzi che vengono messi alla prova dal Tribunale dei Minori. «Un’attività – precisa la Palella – che può supplire una funziona educativa importantissima immettendo i minori sottoposti a provvedimenti penali in circuiti sani che permettono loro di affrontare le sfide della vita. A noi che lavoriamo con loro spetta individuare la giusta metodologia. E la strada dello sport è sicuramente quella giusta».

I vari interventi che si sono susseguiti sono stati moderati proprio dall’avvaocato Maria Rita Ielasi che ha bilanciato la discussione sintetizzando i punti di unione tra i vari argomenti trattati. Come quello di Luigi Bordonaro, garante per l’infanzia e l’adolescenza della Regione Sicilia che si è soffermato sulla tutela dei minori stranieri proprio per completare il discorso già avviato da Violato Santi Smedile, presidente provinciale Csi Messina, invece, ha parlato dell’impegno da parte del Centro Sportivo Italiano per potenziare le infrastrutture. Tra le tante messe in evidenza alcune messinesi. Su dettagli più tecnici, invece, si è soffermata Angela Busacca, docente di Diritto dello Sport dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria.

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