Si spaccano i sindacati dell’indotto della Raffineria di Milazzo di fronte alla vertenza dei 14 operai precari che sono transitati dalla Ditta Maiorana alla Irtis e che ad oggi non sono stati stabilizzati. Ieri, lunedì 14 maggio, nella sede di Sicindustria di Messina, la Fismic ed il coordinamento Ram hanno deciso di non firmare l’accordo con la ditta – sottoscritto dai confederati – che prevede una promessa di assunzione graduale a tempo indeterminato entro giugno 2019 ma anche una clausola che impedisce ulteriori scioperi.

«La Fismic ed il coordinamento Rarm non hanno ritenuto giusto negare la possibilità a tutti i lavoratori Irtis s.r.l. di alzare la voce per difendere i propri diritti, ma soprattutto disconoscere la nostra costituzione sostengono –  Fiom Cgil, Fim Cisl e Uilm Uil (le sigle che hanno firmato) con questo accordo tentano di negare ai lavoratori il diritto allo sciopero. Pertanto la Fismc Confsal ed il coordinamento Ram non sottoscrivendo l’accordo, hanno difeso e salvaguardato tutti i lavoratori operanti alla IRTIS s.r.l. e nell’Area Raffineria di Milazzo, garantendo un sacrosanto diritto: la libertà di scioperare», concludono.

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