Il quartiere ecosostenibile di Freiburg

GUARDA (O ASCOLTA) IL VIDEO. Quartieri ecologici realizzati  a carico delle industrie del comprensorio di Milazzo per migliorare la vita dei cittadini costretti a convivere con gli impianti. E’ la proposta lanciata dal medico ambientalista Peppe Falliti, fondatore del circolo Wwf di Milazzo ed oggi referente provinciale Isde, l’Associazione Italiana Medici per l’Ambiente, nel corso della diretta facebook di qualche giorno fa sulla pagina facebook di Oggi Milazzo.

Falliti, patologo e direttore del laboratorio analisi dell’ospedale Papardo di Messina, da trent’anni è in prima linea nella difesa del territorio denunciando in prima persona sfregi ambientali ed edilizi.  «Mi rendo conto che non è più tempo di populismo. Di fatto non esistono proposte serie avanzate dal fronte del “No all’inceneritore” se non, appunto, un mero “no”. Sono al loro fianco per opporci insieme ad un progetto di inceneritore in questo comprensorio ma non posso nemmeno negare l’inconsistenza delle loro proposte che non possono basarsi solo sull’onda di manifestazioni di protesta».

LA PROPOSTA. Falliti ha stilato una personale proposta alternativa che vorrebbe venisse discussa pubblicamente. Prevede quattro punti: un progetto di bonifica ambientale; uno di vivibilità della valle del Mela; un progetto di miglioramento della gestione integrata del ciclo dei rifiuti e di tutti i controlli ambientali; il potenziamento dei servizi sanitari.

GLI ESEMPI IN EUROPA. La realizzazione di quartieri ecologici a carico delle industrie lontani dalle aziende è il punto più innovativo. Si riferisce in particolare agli abitanti di Archi. Ci sono esempi virtuosi in tutto il mondo a cominciare dalla Svezia (il quartiere ecologico di Hammerby Sjöstad); Germania (Vauban, quartiere ecologico di Friburgo; in Italia esperiemtni di questa natura sono stati fatti a Milano (Piazza d’Armi) o Siena (quartiere Malizia). In sostanza le industrie acquisirebbero le abitazioni delle zone confinanti alle industrie da trasformare in aree verdi che impediscano l’ulteriore espansione delle aziende e facciano da barriera tra i centri urbani e gli impianti e nello stesso tempo si accollerebbero le spese per realizzare quartieri ecologici in altre zone.

LE CONDIZIONI DI ARCHI. «Le condizioni di vivibilità degli abitanti della frazione Archi sono le peggiori in assoluto e meritano particolare attenzione – spiega Falliti –  Migliorando la loro situazione si smorzerebbero completamente le “proteste sociali” e si smorzerebbe notevolmente la fonte di opportunistica ispirazione delle “proteste politiche”. Poiché è ormai impensabile una riconversione dell’Area industriale, più logico è ipotizzare una delocalizzazione del nucleo abitativo. Non si tratterebbe di una “deportazione di massa” ma di un opportuno miglioramento sia delle condizioni di vita sia della urbanistica di San Filippo del Mela. Con tutti gli sforzi possibili ed immaginabili non si riesce a capire perché gli abitanti di Archi e Gabbia dovrebbero essere “radicati” in questo territorio decisamente degradato e dovrebbero rifiutare soluzioni alternative».

IL QUARTIERE. Il Quartiere ecologico avrebbe le seguenti linee di sviluppo: lotti di  taglio piccolo e medio per consentire la creazione di differenti stili abitativi; sviluppo delle aree verdi esistenti e creazione di nuove; smaltimento naturale e uso delle acque piovane; priorità dei trasporti pubblici, creazione di vie pedonali e ciclabili; basso consumo energetico per tutti gli edifici;creazione di un centro di quartiere con negozi e servizi di necessità quotidiana creazione di  un ambiente accogliente per famiglie e bambini; costruzione di una scuola elementare e altri servizi per bambini.

LA DIRETTA FACEBOOK. Una proposta argomentata nel corso di  una diretta facebook sulla pagina di Oggi Milazzo. Per rivederla (o meglio riascoltarla in sottofondo come una radio, visto che dura poco più di 50 minuti) basta cliccare sul video

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