Uno studio ambientale che per la prima volta fotograferà lo stato ambientale de comprensorio di Milazzo studiando l’aria, il suolo e il mare con la sua fauna. E una coorte di mamme con i propri nascituri che saranno studiati nell’arco dei prossimi tre anni. A presentare il progetto Cisas (Centro Internazionale di Studi avanzati su Ambiente ed impatti su ecosistema e Salute umana) finanziato dal Ministero dell’Ambiente e dal Cnr con un investimento complessivo di 8 milioni di euro e che riguarda altre due aree Sin (Augusta/Priolo e Crotone) sono stati i ricercatori del Consiglio Nazionale delle Ricerche. I dettagli sono stati rivelati stamattina  durante il Convegno “Ambiente e salute nella Valle del Mela: una relazione da conoscere”, al Teatro Trifiletti, alla presenza del sindaco Giovanni Formica e dell’ambientalista Peppe Maimone che ha curato l’organizzazione.

Il progetto Cisas vede coinvolti quattro Istituti del Consiglio Nazionale delle Ricerche, coordinati dal Dipartimento Scienze del Sistema Terra e Tecnologie per l’Ambiente, in sinergia con alcuni dei più importanti enti di ricerca pubblici della Regione Sicilia e Calabria.

La ricerca  ha come obiettivo una migliore comprensione dei fenomeni di inquinamento ambientale e del loro impatto sull’ecosistema e la salute umana, nell’ottica della prevenzione primaria e del contrasto degli effetti avversi dell’inquinamento.

Verranno studiati i tre siti di Bonifica di Interesse Nazionale (Sin) di Augusta/Priolo, Milazzo e Crotone, per sviluppare le conoscenze sull’associazione tra l’esposizione a contaminanti ambientali e condizioni specifiche di salute. Queste conoscenze contribuiranno alla costruzione di sistemi innovativi di sorveglianza epidemiologica, a fornire una corretta misura dei rischi e a mirare in modo adeguato gli interventi di bonifica delle aree interessate.

L’Istituto per l’Ambiente Marino Costiero, IAMC-CNR, con il coordinamento da Mario Sprovieri, studia l’ambiente marino nel suo complesso per comprendere gli effetti diretti e indiretti delle attività antropiche: si potranno così indagare in maniera integrata gli aspetti ambientali, ecologici, tossicologici e clinici e le relazioni esistenti tra ambiente, salute delle persone e dell’ecosistema. Angela Cuttitta di IAMC-CNR, assieme a Letizia Pitto di IFC-CNR effettuerà studi in laboratorio su piccoli pesci, gli Zebrafish, utilizzati per capire gli effetti su vari organi a contatto di sostanze inquinanti. Questo piccolo pesce si è già rivelato un modello molto utile per le malattie della tiroide, perché ha meccanismi simili a quelli delle persone.

I ricercatori dell’Istituto di Fisiologia Clinica, IFC-CNR, coordinati da Fabrizio Bianchi, studiando la relazione ambiente e salute nell’area di Milazzo, affronteranno in particolare il problema delle disfunzioni della tiroide, in collaborazione con la Fondazione G. Monasterio-Regione Toscana, Francesco Squadrito l’Università di Messina e la ASL di Messina. 480 volontari sani verranno reclutati in diversi comuni dell’area per rilevare la presenza di patologie della tiroide. È noto infatti che tra gli inquinanti ambientali sono presenti sostanze chimiche che hanno una forte somiglianza strutturale con gli ormoni tiroidei, e per questo motivo sono in grado di interferire con il normale funzionamento della tiroide (interferenti endocrini).

Grazie al lavoro dell’Istituto di Biomedicina e Immunologia Molecolare, IBIM-CNR, coordinato da Fabio Cibella viene creata nell’area di Milazzo una “coorte” di mamme e bambini reclutati fin dalla nascita. L’esposizione ad inquinanti ambientali durante la gravidanza e nella primissima infanzia, unita ai fattori genetici, ha un ruolo importante nel determinare lo stato di salute in età pediatrica, nell’adolescenza e nell’età adulta. Lo studio di coorte recluta i volontari, in questo caso mamme e bambino, e li segue per alcuni anni, e permette di studiare le interazioni fra l’esposizione ad inquinanti in gravidanza e quanto avverrà nelle fasi dello sviluppo successive alla nascita. Nel tempo sarà possibile identificare i fattori protettivi e quelli di rischio per alcune patologie, ricavando importanti indicazioni per la prevenzione e la cura. La coorte di Milazzo, assieme alle altre due coorti di Crotone e Augusta/Priolo, sono collegate alle coorti del resto dell’Italia e dell’Europa e seguono la stessa metodologia di lavoro.

Trasversalmente ai singoli filoni specialistici si colloca il lavoro svolto dal laboratorio di Biomatematica all’interno del progetto CISAS, coordinato da Andrea De Gaetano, Direttore del Laboratorio di Biomatematica dell’Istituto Analisi di Sistemi ed Informatica, IASI-CNR. Con i dati messi a disposizione dalle ricerche in corso, il Laboratorio procederà alla creazione di un modello matematico finalizzato allo studio dell’interazione uomo-ambiente. In particolare, partendo da informazioni geo-fisiche sulle aree di interesse (andamento delle correnti marine e dei venti) e dai dati sulla concentrazione degli inquinanti nell’ambiente, verranno elaborati modelli che consentiranno di simulare il loro spostamento dall’ambiente (acqua, terra), agli organismi animali (pesci, plancton) fino ad arrivare alle persone. Tale studio aumenterà le conoscenze sui processi di diffusione, trasporto ed assorbimento di contaminanti in modo da poter provvedere ad interventi mirati a migliorare la salute degli abitanti delle aree di interesse.

Per il successo dello studio sarà indispensabile la diffusione delle informazioni e la partecipazione attiva della comunità, per condividere e utilizzare nel migliore dei modi i risultati della ricerca. Tutti i cittadini, anche i più giovani, possono contribuire e devono essere costantemente informati. Per questo motivo la prima presentazione del lavoro avviene in presenza delle scuole, che saranno anche coinvolte in un Concorso per produrre un elaborato originale sul tema “ambiente e salute nella Valle del Mela” che sarà premiato durante l’anno scolastico che sta iniziando.

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2 Commenti su "Milazzo, al via uno studio ambientale da 8 milioni di euro. Che studierà anche le mamme"

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sPRECO DI DENARO PUBBLICO A GOGò
Ospite
sPRECO DI DENARO PUBBLICO A GOGò

Mangiapane e soldi pubblici a tradimento si tufferanno a pesce su un banco di denaro pubblico che potrebbe essere speso per esempio in scuole,asili,case popolari,acquedotto,strade,segnaletica,illuminazione a basso consumo,decoro e igiene in città,spazzatura,controllo del territorio,aiuti alle famiglie in difficoltà e chi più ne ha,più ne metta.NON SPRECARE IN MILLE RIVOLI CHE POSSONO CELARE FRODI.

senzapelisullalingua
Ospite

Un investimento complessivo di 8 milioni di euro,e non si parla in concreto di strutture fisse di rilevamento atte alla comunicazione e diffusione in tempo reale dei dati delle sostanze inquinanti presenti nell’aria,nell’acqua e nel suolo e sottosuolo.
Solo con tali strutture e dati la popolazione sarebbe coinvolta direttamente avendo la consapevolezza della propria sorte e della futura salute.

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