Il masso caduto ieri mattina a causa del maltempo (FOTO OGGI MILAZZO)

Saranno i rocciatori e il geologo nominati dal Comune a dire se bisognerà sfollare una decina di abitazioni proprio sotto il costone roccioso che incombe su degli immobili nella zona di San Papino. Ieri mattina, all’alba, i residenti della zona dove insistono principalmente le case popolari dell’Iacp sono stati svegliati da un boato. A staccarsi due massi di cui uno, quello più grande della dimensione di un metro per un metro e mezzo, si è fermato all’ingresso di una casa, bloccato dal muretto di delimitazione.

Stamattina i vigili urbani hanno accompagnato l’architetto Giuseppe Bonarrigo, responsabile del servizio di Protezione civile del comune di Milazzo, per visitare i luoghi e stilare una relazione. Hanno accertato che non si sono registrati danni a cose o persone. A dire l’ultima parola, però, dovranno essere un geologo e dei rocciatori che possano testare la consistenza del costone minato dal maltempo. Non è escluso che il sindaco possa disporre lo sgombero delle abitazioni. Il sindaco Giovanni Formica ha già scritto alla Protezione Civile.

Non è la prima volta che il costone è interessato da smottamenti e crolli. Da anni si parla di finanziamenti regionali per la messa in sicurezza dalla Strada Manica fino a San Papino. Esiste un progetto esecutivo da un milione 360 mila euro ma l’erogazione delle somme rimane congelato. A dicembre la Regione ha commissariato la pratica trasferendo ai propri uffici palermitani la procedura di gara e di appalto ma non se n’è saputo più nulla.

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