L’unica persona esterna che è stata fatta passare dagli inflessibili responsabili della sicurezza è stato un bambino di Como che ha atteso il campione tutto il pomeriggio. Vincenzo Nibali lo ha fatto sedere con lui, gli ha firmato la maglia da ciclista e donato il suo cappellino. Per il resto l’Eolian Milazzo ieri sera, fino alle 9.45 di stamani è stato “blindato”. Dopo la tappa del Giro d’Italia che ieri si è conclusa a Messina il team del Bahrain si è trasferito nella città del Capo ed ha dormito nella struttura turistica mamertina. Ad accogliere il gruppo l’imprenditore Peppino Lucchesi, tra coloro he hanno creduto in Nibali sin da bambino facendolo correre nel suo team; i figli Claudio, Daniela Lucchesi e il genero Pino Galluzzo.

Nibali e il resto del team hanno cenato in una sala riservata con un menù speciale preparato dal cuoco della squadra asiatica. Solo dopo lo “Squalo dello Stretto” è’ passato nell’altra sala dove ha trascorso del tempo insieme alla sua famiglia che lo hanno seguito da Messina (il padre ancora oggi gli da’ amorevoli raccomandazioni come quando era bambino e non aveva ancora vinto il Giro d’Italia, il Tour de France e la Vuelta); la famiglia Lucchesi; Lillo La Rosa, Pippo Cipriano e Piero Bonarrigo dell’Asd Nibali; il dottore Pino Riolo del Poliambulatorio Orice nel quale Nibali fa terapia. Stamattina alle 9,45 Nibali, i compagni di squadra, e il suo staff hanno lasciato l’Eolian in elicottero per raggiungere Reggio Calabria da dove è partita la tappa odierna. Dopo la colazione a salutare il gruppo anche l’imprenditore Maurizio Maiorana.

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