Secondo l’accusa avrebbe portato nelle tasche dei vertici dell’Anas Toscana il 3% netto del valore degli appalti che venivano aggiudicati per i lavori sulla rete stradale della Regione centro settentrionale. Una storia che finisce nel 2015 con il blitz della Guardia di Finanza che azzera i vertici di Anas Toscana ed inzia una lunga serie di indagini che sono state concluse nei giorni scorsi. Ieri, su provvedimento emesso dalla Procura delle Repubblica, otto imprenditori in tutta Italia sono finiti afgli arresti domiciliari. Tra loro c’è il Milazzese Gianfranco Recupero, 49 anni. Oltre a Recupero, ai domiciliari è finito anche un altro imprenditore siciliano, Marcantonio Pinto Vraca di Castell’Umberto. Per loro l’accusa sarebbe di associazione per delinquere finalizzata alla truffa aggravata per il cosneguimento di erogazioni pubbliche ed alla corruzione. Insieme a loro risulta indagata l’ex Assessore regionale Ester Bonafede ed il marito di quest’ultima, l’ex magistrato Carmelo Carrara. Secondo la ricostruzione operata dagli inquirenti, gli arrestati e gli indagati avrebbero costituito un centro di interessi imprenditoriali che, dopo il 2015, ha proseguito in Sicilia l’intreccio corruttivo già attuato in Toscana per ottenere appalti in ristrutturazioni di immobilio riconducibili all’associazione e che avevano ricevuto finanziamenti pubblici a fondo perduta dalla Regione Sicilia. Ieri la maxi operazione è scattata in varie regioni d’Italia con perquisizioni ed acquisizioni di nuovi atti e con l’applicazione della misura restrittiva per otto imprenditori tra cui appunto il milazzese Gianfranco Recupero e l’imprenditore di Castell’Umberto, il quarantasettenne Marcantonio Pinto Vraca. 

3,934 Visite totali, 23 visite odierne

Condividi questo articolo...Share on FacebookTweet about this on TwitterShare on Google+Print this pageEmail this to someone