“L’aeroporto non sarà concorrenziale a Palermo e Catania, ma un hub internazionale. L’idea è creare un polo internazionale integrato e intermodale di comunicazione aerea, ferroviaria, marittima e viaria per le merci. L’operazione prevede 1 miliardo di dollari di investimenti e l’aeroporto può essere realizzato in un anno e mezzo dalla autorizzazione”.

Lo ha detto il presidente della Regione Rosario Crocetta in conferenza stampa a Palazzo D’Orleans, a Palermo, parlando del progetto per la realizzazione dell’aeroporto a Pace del Mela (Me). All’incontro con i cronisti era presente l’imprenditore indiano Mahesh Panchavaktra, interessato alla realizzazione dello scalo nel Messinese.

“Non abbiamo rilasciato autorizzazioni ma abbiamo manifestato l’intenzione di sostenere quest’iniziativa. Non è un progetto per fare il terzo aeroporto siciliano concorrenziale a quelli di Palermo e Catania, né di fare un aeroporto – ha detto – per le isole minori. Seguo questa questione da quando ero parlamentare europeo”.

E ancora: “L’area metropolitana di Messina è penalizzata dal punto di vista delle infrastrutture portuali. Il buon Riggio potrebbe dire che la zona produce poco, ma bisogna leggere il progetto. – aggiunge Crocetta – L’idea è di utilizzare il porto di Milazzo per creare una struttura portuale a Milazzo capace di intercettare navi da 200 tonnellate, che venga messo in comunicazione con le ferrovie”. Poi Crocetta ha annunciato: “La prossima settimana avrà una idea di massima del progetto e dopo lo sottoporrò al ministero dei Trasporti”.

L’ENAC PRECISA. Intanto, il presidente dell’Enac, Vito Riggio ribadisce che le uniche dichiarazioni da lui rilasciate “sono quelle contenute nel comunicato stampa del 10 gennaio”, in cui ricorda essenzialmente “l’esistenza del Piano nazionale degli aeroporti a cui bisogna attenersi per lo sviluppo del settore”. Riggio conferma di essere “fortemente interessato allo sviluppo del Mezzogiorno d’Italia e, in particolare, della Sicilia, nel pieno rispetto delle competenze delle Regioni stesse”.

L’Enac, inoltre, “si asterrà – si legge in una nota dell’Ente per l’aviazione civile – da ulteriori commenti in merito all’ipotesi di realizzazione di un nuovo aeroporto in Sicilia fino a quando non avrà ricevuto una relazione scritta sul progetto stesso, che l’Ente analizzerà e valuterà secondo le proprie competenze”.

L’IMPRENDITORE INDIANO. “Il nostro è un gruppo giovane lavoriamo in vari settori, nell’area delle energie rinnovabili, nel trasporto rapido di beni di consumo, delle strutture civili e del trasporto logistico. Siamo una compagnia di investimento privato, a partire dalle energie rinnovabili. Finora abbiamo investito 1 miliardo di dollari nel mio Paese, l’India”. Così l’imprenditore indiano Mahesh Panchavaktra, interessato alla realizzazione di un aeroporto nella Piana del Mela, connesso allo sviluppo di attività portuali e del sistema ferroviario.

“Ci sono vari fattori che mi hanno portato a decidere di fare investimenti qui – ha detto – La Sicilia è al centro del Mediterraneo, il porto e l’aeroporto saranno un hub logistico, non sono gli unici posti dove faremo investimenti, ma anche nella trasformazione di prodotti alimentari. Sarà il primo porto logistico in Italia che userà energie rinnovabili, faremo degli stabilimenti in varie parti della Sicilia (Agrigento, Milazzo, Pace Del Mela, Messina e altri settori) per la produzione di pannelli solari e luci led nelle strade. L’energia che produciamo la consumeremo per le nostre attività, ciò che sarà in esubero sarà data gratis ai cittadini”.

“Il piano di investimento sarà di 1 miliardo di euro in cinque anni – ha detto parlando del progetto da realizzare nell’isola – e riguarda la trasformazione di prodotti agroalimentari, beni di consumo a trasporto rapido ( latticino, olive e vino) e pannelli solari. Entro sette giorni il profilo della nostra compagnia e il progetto che faremo nei prossimi anni lo trasmetteremo alla Regione, a metà febbraio faremo un trattato di intesa per fare il nostro stabilimento con sede centrale a Milazzo e procedere da lì”. “Il mio gruppo conta 16 mila dipendenti – ha aggiunto – operiamo nel settore dell’abbigliamento e per il 70% i nostri prodotti sono destinati al mercato europea, e in quello delle energie rinnovabili, abbiamo conseguito utili per 2,5 miliardi di dollari a marzo 2016, la sede principale della società è in India e dista tre chilometri da New Delhi”.

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12 Risposte

  1. Swinguzzo

    Un aeroporto a Pace del Mela e lo paga l’indiano.. Io ci credo e non lo voglio!! Mah che bell’affare facciamo!! ipotizziamo che venga realizzato non si sa con quali soldi visto che 100 rupie indiane valgono 1,37 euro.. ma l’indiano porta i dollari.. per costruirlo, la gestione sarà ovviamente Indiana poi ci sarà manutenzione da barzellette stipendi da ridere e mistificazione dei prodotti Siciliani

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  2. Filippo de Silva

    Come ho già commentato prima, appena gli indiani conosceranno la classe politica che ci rappresenta scapperanno, e cosi è stato già da Milazzo.
    La musica non cambia anche per le altre zone dove vogliono investire capitale e infrastrutture, e quindi l’aeroporto non vedrà mai la luce.
    Questo è quello che ci meritiamo!

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    • uomo qualunque

      scapperanno appena avranno a che fare con burocrazia, autorizzazioni, bolli, permessi, verifiche, approvazioni, nulla osta, dirigenti inestistenti, impiegati appena andati in pensione etc etc. P.S. ricordatevi che a Milazzo nn danno l’ autorizzazione neanche per una tettoia in plexiglass finto mattonato…

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  3. Alex

    scusate ma non capisco…..arriva un indiano di cui poco si sa, si spaccia per benefattore promettendo pani, pesci e doni manco fosse babbo natale, e tutti prendono per oro colato quello che dice ? (siamo evidentemente alla frutta). Ma un minimo di verifiche sulla solidità di questo gruppo, uno straccio di business plan???

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  4. Paolo

    continua 2, di soldi, anche pubblico (perché ferrovie e autostrade sono a carico nostro), e opere iniziate e mai terminate. Cattedrale nel deserto…..che ci siano bandi europei per l’accesso a fondi per opere di questo genere? Che l’imprenditore sia venuto a “succhiare” un poco dei soldi che i comuni mortali non riescono a prendere? Chi vivrà vedrà….

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  5. Paolo

    continua, di aeroporti vengono sconsigliati per il riverbero. Dimenticavo, la zona industriale non dovrebbe, per sicurezza, veder sorvolare nessun aereo sopra le sue aree. Detto questo, tra Crocetta e l’ennesimo imprenditore straniero, lo stesso che voleva acquistare la windjet senza farlo, alla fine, possiamo tranquillamente pensare che carta alla mano…si risolverà alla siciliana: o spreco…..

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  6. Paolo

    Quindi con 300 milioni iniziali, trovano terreni, espropriano (contenziosi decennali mi fan pensare a qualche intoppo), collegano autostrada, ferrovia e costruiscono pista uffici e capannoni operativi; il tutto in un anno e mezzo! Distruggendo parte del territorio che, a parole, vorrebbero valorizzare (agroalimentare e florovivaistico); il tutto condito da pannelli solari che, in vicinanze ……

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  7. Arrivano gli indiani

    Nei ricordi di bambino, gli indiani pelle rossa venivano disegnati da Hollywood come cattivelli tonti pronti sempre a scotennare i visi pallidi. Ma gli indiani di Bollywood ci hanno insegnato a non diffidare sempre di loro, specie quando portano soldi. Il problema è che ancora una volta mi sento di commiserare qualcuno che viene chiamato indiano: ma come fa a fidarsi della classe politica locale?

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  8. Ferdinando

    Attenzione!!! L’imprenditore indiano parla di punturare sullo sviluppo di un economia idiano/ italiana/europea.Pur essendo innlinea di massima favorevole all’aeroporto c’e’ da valutare alcuni parametri come ad esempio di manifatturare idee italiane/ indiane in India , ovvero manodopera a bassissimo costo ed italiani a bocca asciutta.Ci vuole prudenza ed oculatezza e patti molto chiari

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    • Antonio

      Penso che Panchavaktra sia in gamba,ha capito l’importanza della posizione della Sicilia nel Mediterraneo,a differenza di investitori,politici e dirigenti italiani.E’una grande occasione per il rilancio dell’economia nel messinese.Se non ho capito male il suo commento,non è detto che assuma dipendenti indiani,inoltre chi fa impresa in Italia deve applicare i contratti di lavoro italiani,saluti

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