Stufette elettriche e coperte per i pazienti ricoverati all’ospedale Fogliani di Milazzo. A causa delle temperature rigide all’interno della struttura ospedaliera di contrada Grazia, a Milazzo, i parenti dei degenti sono stati costretti a portare da casa tutto l’occorrente per assicurare tepore ai propri cari. I reparti interessati sono quelli di Chirurgia e Otorino. Come ammette ad Oggi Milazzo lo stesso direttore generale dell’Asp, Gaetano Sirna. «Non è vero che i riscaldamenti non funzionano – precisa il dottore Sirna – ma è un problema di temperatura. Con il freddo rigido di queste ore la temperatura assicurata dagli impianti non basta. In questo momento ci sono i tecnici che stanno provvedendo ad innalzarla ed ottenere il gusto riscaldamento». Qualche lamentela è giunta anche per la mancanza di acqua calda. «Il disservizio è durato solo mezz’ora stamattina perché qualcuno ha svuotato il serbatoio di una caldaia», sostiene Sirna.

Nei prossimi giorni, secondo il manager, dovrebbe essere sistemata anche la porta scorrevole dell’ingresso che da mesi rimane aperta giorno e notte a causa di un guasto.

Il nosocomio mamertino, attualmente, rimane senza un direttore sanitario visto che lo scorso 31 dicembre è andata in pensione la dottoressa Licia Emanuele.

UN OSPEDALE DI PRIMO LIVELLO. L’attenzione sulla qualità del servizio sanitario locale è alta. Il “Comitato per la tutela del diritto alla salute” , costituitosi di recente per volontà di numerose associazioni di volontariato, sindacati e liberi cittadini dei distretti sanitari di Milazzo e Barcellona, nel corso dell’ultimo incontro ha deciso di continuare il percorso già tracciato per la realizzazione di un ospedale di 1° livello che comprenda quelli di Milazzo e Barcellona (in questo momento nessuno dei due riesce a fornire un servizio completo ma i reparti risultano “spezzettati”). La segreteria del Comitato incontrerà i sindaci di Merì e di Santa Lucia del Mela, presidenti dei due distretti socio-sanitari , «avendo già presentato il progetto ai due sindaci di Barcellona e Milazzo , che si sono mostrati favorevoli alla soluzione proposta».

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